Ad agosto Yabloko, l’unico partito russo registrato apertamente contrario alla guerra in Ucraina, è stato escluso dalle elezioni legislative. Alle urne, Russia Unita ha poi ottenuto il 57,8% dei voti e 355 seggi su 450, in un contesto in cui gran parte dell’opposizione è in carcere, in esilio o esclusa dalla competizione. In Russia, insomma, il risultato delle elezioni è spesso ampiamente prevedibile. Ciononostante, si continua a votare. Ma perché? Ne parlo con Gianluca Pastori.
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