La chiusura dello stretto di Hormuz aveva fatto temere una lunga crisi energetica: secondo quasi tutti gli analisti il petrolio sarebbe rimasto caro per mesi, trascinando con sé carburanti e inflazione. Le previsioni sembravano inevitabili. E invece, in appena venti giorni, il prezzo del greggio è tornato ai livelli precedenti alla guerra. Oggi, paradossalmente, il problema non è la scarsità di petrolio, ma l'eccesso di offerta. Ma perché? Ne parlo con Raffaele Ricciardi.
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