Al castello di Alden Biesen, in Belgio, Giorgia Meloni e Friedrich Merz hanno riunito diversi Paesi europei con l’ambizione di segnare un punto di svolta per il futuro dell’Unione. Sul tavolo, la necessità di reagire a un contesto globale sempre più competitivo, tra gli Stati Uniti meno presenti in Europa e una Cina economicamente aggressiva. Un’urgenza già evidenziata da Mario Draghi nel suo rapporto sulla competitività, rimasto però finora più evocato che attuato. L’incontro nelle Fiandre viene presentato come l’inizio di un cambio di passo, tra investimenti strategici e riforme strutturali rimandate troppo a lungo. Ma perché? Ne parlo con Angela Mauro.
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